Archivi del mese: giugno 2011

Hacking Ikea once more…

Come molti compro roba Ikea: costa relativamente poco, esteticamente è abbastanza neutra, ma…
Come molti so che il materiale che viene usato è spesso scadente, quando non è proprio la progettazione ad esserlo…
Negli anni ho riempito casa di librerie, tavoli, sedie, letti, mobili da cucina, da bagno, accessori di vario tipo, lampade…
Fra queste ultime ce n’è una diffusissima, la Not, che però è costruita con materiale veramente di infima qualità.

Not ( come si vede dall'immagine del catalogo Ikea, anche a loro non sta dritta...)

In casa ne avrò una mezza dozzina, la maggior parte rotte: la vite con la quale la base sorregge la lampada si spezza, e non è sostituibile…

Dopo averne messe da parte un po’, pronte per la raccolta differenziata, ho notato che potevo sfruttarne alcune caratteristiche:
l’asta è modulare, sono tubi da una quarantina di centimetri, loro sì piuttosto resistenti: con un paio ci ho spostato un pianoforte, usandoli come rulli…
Il problema era trovare il modo di rendere ‘sta lampada qualcosa di utile a studio.
Ho tolto tutto il superfluo ( filo elettrico, portalampada, paraluce, interruttore) e mi sono rimasti il “cono” nel quale era inserito il portalampada e l’asta smontabile.
Ho rinforzato l’attacco fra asta e cono utilizzando della pasta metallica modellabile che viene usata per riparare le carrozzerie delle auto ( si trova in qualsiasi rivendita di ferramenta), inserendoci, prima che indurisse, dei perni metallici.
Appena asciutta ( ci vogliono pochi minuti) ho riempito il resto del cono con del cemento a presa rapida nel quale ho “affondato” una tavoletta di legno, anche lei “irta” di perni, rivolti verso il cemento…
Perché questo?
Il cono riempito di cemento ha acquisito peso, i perni hanno reso il cemento solidale con la pasta modellabile, che a sua volta ( metallo su metallo) è solidale con il cono stesso. La tavoletta di legno, messa a filo con il bordo del cono ( e resa solidale al cemento con i suoi perni) ha reso possibile avvitare una base supplementare di legno, che permette la stabilità del tutto…

Dalla parte opposta dell’asta, sempre utilizzando la pasta metallica modellabile, ho attaccato un adattatore a vite per reggimicrofoni.

Questo il risultato:

la base dell'asta

l'attacco per il reggimicrofono

close up

Abbastanza solida da sostenere un clone del Royer R 121

ready to go!


Santiago de Compostela: fatto!…

Un lavoro piccolo, ma impegnativo per tanti motivi extra-musicali, finalmente sincronizzato, anche se c’è ancora da mettere a punto alcune cose, a cominciare dall’audio “sibilante” dello speaker.
Contento d’esser riuscito a rendere l’idea della “cucina ritmica” suonando varie stoviglie, contento d’esser riuscito a realizzare un accompagnamento strumentale ad un coro popolare con un’intonazione piuttosto problematica, e d’aver fatto un buon lavoro anche secondo me…
E contento d’aver usato per la prima volta, in un mio film, la “mamadera”….


Mix finito…

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In attesa di sincronizzare le musiche al film, un ultimo controllo…

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Last recording for the soundtrack…

Entro pochi giorni devo “chiudere” questa piccola colonna sonora, che ha richiesto molto più impegno del previsto, ma che sta dandomi anche molte più soddisfazioni…
Ho chiamato Luca, il chitarrista con il quale ho condiviso la maggior parte delle mie esperienze musicali negli ultimi…acc! Sono troppi anni per contarli… 🙂
Due registrazioni: una con la Ramirez classica per il tema principale, l’altra con l’acustica Yamaha per completare il brano con la ritmica creata con le stoviglie.
Un paio d’ore di piacevolissimo lavoro, con un altro amico venuto a sentire “come si fa”, ammesso che io sappia come si fa…

( Luca circondato dai pannelli acustici, davanti al microfono Z3300A)


Kitchenware sampling session part III…

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(casualties of sampling)

Andando avanti con la colonna sonora per il documentario ho scoperto d’aver bisogno d’altri suoni.
Ho trasferito a studio un po’ di stoviglie, montato una coppia di Oktava 012 con capsula cardiode e messo in registrazione Logic.
Nonostante al piano sopra al mio studio ( che era un garage, come lo è tutto il piano sopra…) stessero facendo dei lavori, l’uso del Reflexion Filter e soprattutto dei miei pannelli/trappole acustiche autocostruiti ha permesso di fare tutto il lavoro senza problemi.
Domani altre piccole modifiche e domenica registro il chitarrista, con lo splendido SE-Electronics Z3300A.

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