Archivi del mese: aprile 2011

Kitchenware drum machine…

Fra un impegno e una distrazione vado avanti nel piccolo esperimento per la colonna sonora del documentario che sto realizzando.
Il materiale registrato nei giorni scorsi è pronto: pulito, ordinato e soprattutto reso ritmicamente compatibile…
Una cinquantina di files audio da montare, elaborare, mettere in loop, mettere in reverse: tutti che vanno a tempo fra di loro…


Kitchenware sampling session 2.0…

Le registrazioni sono venute meglio di quanto non sembrasse all’inizio: ho trasformato le due tracce audio mono ( una del cardioide e l’altra del microfono a nastro) in una singola traccia, stereo, ma trattando le tracce mono secondo la tecnica M/S, anche se non molto ortodossa come posizione dei microfoni…
Comunque: ho caricato la song di Logic e ho cominciato ad elaborare i molti frammenti con il FlexTool, che permette di “spostare” parti della forma d’onda in modo, ad esempio, di far coicnidere gli accenti sonori con gli accenti del metronomo, tra le altre cose…
Lavoro lungo, se fatto senza aver previsto prima l’uso di FlexTool, per cui avrei dovuto registrare i rumori seguendo un metronomo in cuffia, ma comunque lavoro efficace: adesso ho diversi frammenti di qualche battuta ognuno con dei “ritmi” a quarti, ad ottavi, a terzine, sincopati e così via, ma tutti che seguono in modo accurato il metronomo…

Ho messo a tempo la zucchina, il pane, il tagliere suonato da solo: manca la carota e il mix di tutta la roba, e poi pentolona e pentolino.

A questo aggiungerò i campionamenti fatti direttamente in cucina con lo Zoom H4: accensioni del gas, rubinetti, hamburger che sfrigolano, coperchi che sbattono, cassetti che s’aprono e così via…


Kitchenware sampling session…

Per un documentario che sto musicando ho deciso di utilizzare, per una scena girata in una cucina, dei suoni adatti…
Ho preso un po’ di roba dalla mia cucina e ho portato tutto a studio.

Ho sistemato un microfono a condensatore ( SE-Electronics Z3300A, modalità cardioide) sopra un tagliere di legno, e al lato, giusto per provare come se la cavasse, un super-economico T-Bone RB100 a nastro.
Sopra il condensatore ho piazzato il Reflexion Filter ( anche lui nel modello economico, il Project Studio), e dietro al tagliere i miei pannelli mobili di ovatta di cellulosa, a “proteggere” la registrazione…

Messo in registrazione Logic Pro ho cominciato a campionare: dalle zucchine…

…alle carote e al pane…

E poi: pentole e pentoline, con e senza acqua…

Alla fine. pulire tutto…

(…in realtà il microfono a nastro ha aggiunto un bel po’ di soffio alla registrazione, per non parlare dei cavi non proprio di altissima qualità, per cui ho dovuto ripulire anche le registrazioni appena concluse. Fortunatamente avevo molti momenti di silenzio dai quali prendere l’impronta audio per eliminare il rumore di fondo…)


Windscreen “da battaglia” per un registratore portatile…

Ho da diverso tempo un registratore portatile Zoom H4, che tra molte qualità ha qualche difetto piuttosto fastidioso.
Il peggiore è sicuramente il fatto che quando viene utilizzato a batteria, ossia sempre, visto che è portatile, inserisce un fastidiosissimo ronzio nelle registrazioni, a meno che non venga utilizzata la frequenza di 96KHz…
Se viene alimentato a corrente invece và tutto bene, e infatti fra le “soluzioni” trovate nella vasta comunità di chi utilizza questo registratore c’è quella di dotarsi di un battery-pack esterno con il quale alimentarlo…
Altri hanno scoperto che la sostituzione di un componente elettronico interno risolve definitivamente il problema: non facilissima come soluzione, ma probabilmente è quella che tenterò, prima o poi…

L’altro problema è l’incredibile sensibilità della coppia di microfoni al “rombo” generato dal vento, cosa comune a qualsiasi microfono, ma in questo caso basta una refola per rendere inutilizzabile qualsiasi registrazione.
La soluzione migliore sarebbe costruirsi un DeadCat, una cuffia di pelliccia sintetica a pelo lungo, e con quella rivestire la pallina di gommapiuma in dotazione.
Ma io non riesco a trovare ‘sta maledetta pelliccia sintetica a pelo lungo: o è a pelo corto, o è troppo fitta, o devo prenderne una “pezza” enorme, ma a me servono pochi centimetri quadrati…

Tempo fa ho scoperto che una normale zanzariera, se piegata più volte su se stessa, frena perfettamente il rumore del vento, senza mascherare eccessivamente il suono da registrare.

E così ho messo assieme un orribile, ma funzionante, schermo antivento…

La rete di plastica per creare uno pseudo-zeppelin…

Lo pseudo-zeppelin piegato a forma di Zoom H4, cucito con lo spago…

La zanzariera utilizzata per ricoprire lo pseudo-zeppelin

Lo pseudo-zeppelin “rivestito”….

L’accoppiata in azione ( campionamento del gorgoglìo del caffé…)


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