Archivi categoria: musica per film

…e finalmente…

…il documentario “Il corpo del Duce”, prodotto da Cinecittà-Luce, del quale ho scritto le musiche, trova la strada per un pubblico televisivo.

Il prossimo 23 maggio, in prima serata, Rete 4 ( ouch!…) lo manderà in onda nel contenitore Apocalypse

Per chi dovesse apprezzarlo, lo si trova anche in libreria in formato Dvd, con alcuni contenuti speciali aggiunti.

il Dvd


Loon Lake, going ahead…

Dopo mesi di rinvii, dopo varie proposte e relativi rifiuti, il montatore che ha accettato di fare il lavoro, pur fra ruvidezze di carattere non sempre utili, ecco: sta facendo un gran bel lavoro…

Controllo video: dove sono finite le immagini buone?

In cambio io, la regista e suo marito ( che è anche mio fratello…) gli diamo una mano a recuperare quintali di legna dal suo “giardino” di dieci ettari…

Inspiration and perspiration


Mettere ordine…

Dopo aver messo ordine a studio, dalla collezione di microfoni vintage all’accordatura del pianoforte a coda, ecco che finalmente tutto comincia a funzionare a dovere…

Un disco per un aspirante cantante senegalese, con sei melodie da rendere “canzoni”, con musicisti reali sui quali testare la collezione vintage.

Il film Loon Lake che finalmente ricomincia il suo percorso verso un pubblico di non addetti ai lavori: c’è un montatore di grande esperienza che sta rivedendo quanto fatto fino ad ora, c’è da rifare quasi tutto l’audio, ho l’incarico di fare la colonna sonora, ma prima ancora c’è da fare qualche musica d’appoggio per facilitare il montaggio.

E infine un amico m’ha chiesto i brani della mia band per un disco al quale è stato invitato a partecipare, ma per il quale non aveva pezzi a sufficienza.
Ci sarà da ri-registrare tutto, probabilmente, e ci sarà da divertirsi…


NYT & me…

…un po’ presuntuoso come accostamento, però il New York Times parla, anche se indirettamente, del documentario che andrà al Torino Film Festival…

Peccato che qui da noi, invece,  non ne parli nessuno…

Fascisti a raccolta...


TorinoFilmFestival

M’arriva una mail…
Il documentario per il quale ho scritto la colonna sonora finalmente viene visto anche da un pubblico, e non solo da chi l’ha realizzato…

 

IL CORPO DEL DUCE (Fuori concorso – Festa Mobile)
Martedì 29 novembre ore 20.00 – Cinema Greenwich 2: Anticipata stampa
Mercoledì 30 novembre ore 20.00 – Cinema Massimo 3: Proiezione ufficiale
Giovedì 1 dicembre ore 14.30 – Cinema Massimo 3
Sabato 3 dicembre ore 9.45 – Cinema Massimo 3

Il tutto a Torino


Going ahead…

Continuo a lavorare sui campionamenti di suoni “da cucina”, con il dolore della scomparsa di Raffaele, l’ideatore del gemellaggio di cui tratta il piccolo documentario, padre del regista.
E mio cognato…


Kitchenware sampling session…

Per un documentario che sto musicando ho deciso di utilizzare, per una scena girata in una cucina, dei suoni adatti…
Ho preso un po’ di roba dalla mia cucina e ho portato tutto a studio.

Ho sistemato un microfono a condensatore ( SE-Electronics Z3300A, modalità cardioide) sopra un tagliere di legno, e al lato, giusto per provare come se la cavasse, un super-economico T-Bone RB100 a nastro.
Sopra il condensatore ho piazzato il Reflexion Filter ( anche lui nel modello economico, il Project Studio), e dietro al tagliere i miei pannelli mobili di ovatta di cellulosa, a “proteggere” la registrazione…

Messo in registrazione Logic Pro ho cominciato a campionare: dalle zucchine…

…alle carote e al pane…

E poi: pentole e pentoline, con e senza acqua…

Alla fine. pulire tutto…

(…in realtà il microfono a nastro ha aggiunto un bel po’ di soffio alla registrazione, per non parlare dei cavi non proprio di altissima qualità, per cui ho dovuto ripulire anche le registrazioni appena concluse. Fortunatamente avevo molti momenti di silenzio dai quali prendere l’impronta audio per eliminare il rumore di fondo…)


Windscreen “da battaglia” per un registratore portatile…

Ho da diverso tempo un registratore portatile Zoom H4, che tra molte qualità ha qualche difetto piuttosto fastidioso.
Il peggiore è sicuramente il fatto che quando viene utilizzato a batteria, ossia sempre, visto che è portatile, inserisce un fastidiosissimo ronzio nelle registrazioni, a meno che non venga utilizzata la frequenza di 96KHz…
Se viene alimentato a corrente invece và tutto bene, e infatti fra le “soluzioni” trovate nella vasta comunità di chi utilizza questo registratore c’è quella di dotarsi di un battery-pack esterno con il quale alimentarlo…
Altri hanno scoperto che la sostituzione di un componente elettronico interno risolve definitivamente il problema: non facilissima come soluzione, ma probabilmente è quella che tenterò, prima o poi…

L’altro problema è l’incredibile sensibilità della coppia di microfoni al “rombo” generato dal vento, cosa comune a qualsiasi microfono, ma in questo caso basta una refola per rendere inutilizzabile qualsiasi registrazione.
La soluzione migliore sarebbe costruirsi un DeadCat, una cuffia di pelliccia sintetica a pelo lungo, e con quella rivestire la pallina di gommapiuma in dotazione.
Ma io non riesco a trovare ‘sta maledetta pelliccia sintetica a pelo lungo: o è a pelo corto, o è troppo fitta, o devo prenderne una “pezza” enorme, ma a me servono pochi centimetri quadrati…

Tempo fa ho scoperto che una normale zanzariera, se piegata più volte su se stessa, frena perfettamente il rumore del vento, senza mascherare eccessivamente il suono da registrare.

E così ho messo assieme un orribile, ma funzionante, schermo antivento…

La rete di plastica per creare uno pseudo-zeppelin…

Lo pseudo-zeppelin piegato a forma di Zoom H4, cucito con lo spago…

La zanzariera utilizzata per ricoprire lo pseudo-zeppelin

Lo pseudo-zeppelin “rivestito”….

L’accoppiata in azione ( campionamento del gorgoglìo del caffé…)


andando avanti con i lavori a studio…

Il mio piccolo homestudio, visto che ha ricominciato a generare reddito, merita qualche piccolo lavoro di adeguamento.
Assemblato anni fa con lavori piuttosto onerosi trasformando l’inutilizzato garage, dopo i primi aggiustamenti per correggere l’acustica, per vari motivi non ero andato avanti con il trattamento interno…
Non che non notassi le carenze acustiche, ma sia per mancanza di tempo che di voglia d’affrontare l’analisi dei problemi, m’ero adeguato ad utilizzare un paio di cuffie di qualità per i controlli finali dei mix…
Ma alla fine mi sono deciso: troppa fatica lavorare in cuffia, troppo spreco avere un posto pronto al 70%, nel quale passo così tante ore della mia vita…
Ho cominciato spostando la postazione di lavoro, poi ho fatte alcune misurazioni ( piuttosto approssimative, lo ammetto…) e ho deciso che avevo bisogno di eliminare alcune risonanze nelle frequenze medio-basse.
Nel giro di un paio di giorni ho assemblato delle trappole acustiche, le migliori delle quali riciclando un paio di librerie iper-economiche Ikea.
Queste le ho piazzate dietro i monitor Genelec 1030A, leggermente fuori asse, coperte con dei dipinti che da anni sono nel mio studio.
Il miglioramento dell’acustica è evidente: posso lavorare con il volume decisamente più alto senza alcuna fatica, riesco a sentire particolari che prima sparivano in un miscuglio indefinito di risonanze fastidiosissime…
Non ho ancora finito con l’acustica, ma dovevo occuparmi della postazione dove passo le ore…
La Master Keyboard Yamaha s90es è da anni traballante su di un reggi-tastiere regolato talmente basso da essere un rischio per le gambe, il computer poggia su un ripiano tenuto in posizione da un paio di libri, e così via…
In breve: ho costruito un semplicissimo tavolo a due ripiani riciclando un vecchio armadio, di ottimo multistrato da 1,5 cm.
Due scatole di legno, con un foro su uno dei fianchi, e riempite di materiale fono-assorbente come sostegno del primo ripiano ( per la Yamaha) e un paio di reggi-mensola Ikea per il secondo ripiano ( per il MacBook Pro e il resto della roba, oltre che per la carta da musica).

Le trappole acustiche, la piccola ancora da piazzare, la grande da una libreria Ikea

Le “zampe” della nuova postazione di lavoro, con il foro che le trasforma in trappola acustica

La postazione assemblata…


Una piccola colonna sonora…

Due giorni, scarsi, a studio.
Un piccolo documentario su un pittore schivo, bravo, con amici importanti…
Una piccola colonna sonora in poche ore…


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