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Kitchenware sampling session part III…

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(casualties of sampling)

Andando avanti con la colonna sonora per il documentario ho scoperto d’aver bisogno d’altri suoni.
Ho trasferito a studio un po’ di stoviglie, montato una coppia di Oktava 012 con capsula cardiode e messo in registrazione Logic.
Nonostante al piano sopra al mio studio ( che era un garage, come lo è tutto il piano sopra…) stessero facendo dei lavori, l’uso del Reflexion Filter e soprattutto dei miei pannelli/trappole acustiche autocostruiti ha permesso di fare tutto il lavoro senza problemi.
Domani altre piccole modifiche e domenica registro il chitarrista, con lo splendido SE-Electronics Z3300A.

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upright piano recording update…

Prova e riprova, sposta i microfoni, cambia modello, aggiungi e togli, alla fine la soluzione trovata è un po’ ingombrante…
Ho spostato il pianoforte verso il centro dello studio, con il retro dello strumento accessibile, sono tornato sulla scelta fatta all’inizio per quanto riguarda i microfoni ( due Oktava MK012 con capsula omnidirezionale) e dopo innumerevoli tentativi credo d’aver individuato la posizione più adatta a rendere il suono, che sento mentre siedo allo strumento, anche nelle registrazioni.

Per evitare di dover ricominciare da capo ogni volta le ho “segnate” sul retro del pianoforte con due pezzi di nastro adesivo…

(per scattare la foto ho spostato i pannelli di cellulosa che utilizzo per isolare i microfoni…)


Going ahead…

Continuo a lavorare sui campionamenti di suoni “da cucina”, con il dolore della scomparsa di Raffaele, l’ideatore del gemellaggio di cui tratta il piccolo documentario, padre del regista.
E mio cognato…


Kitchenware sampling session…

Per un documentario che sto musicando ho deciso di utilizzare, per una scena girata in una cucina, dei suoni adatti…
Ho preso un po’ di roba dalla mia cucina e ho portato tutto a studio.

Ho sistemato un microfono a condensatore ( SE-Electronics Z3300A, modalità cardioide) sopra un tagliere di legno, e al lato, giusto per provare come se la cavasse, un super-economico T-Bone RB100 a nastro.
Sopra il condensatore ho piazzato il Reflexion Filter ( anche lui nel modello economico, il Project Studio), e dietro al tagliere i miei pannelli mobili di ovatta di cellulosa, a “proteggere” la registrazione…

Messo in registrazione Logic Pro ho cominciato a campionare: dalle zucchine…

…alle carote e al pane…

E poi: pentole e pentoline, con e senza acqua…

Alla fine. pulire tutto…

(…in realtà il microfono a nastro ha aggiunto un bel po’ di soffio alla registrazione, per non parlare dei cavi non proprio di altissima qualità, per cui ho dovuto ripulire anche le registrazioni appena concluse. Fortunatamente avevo molti momenti di silenzio dai quali prendere l’impronta audio per eliminare il rumore di fondo…)


Windscreen “da battaglia” per un registratore portatile…

Ho da diverso tempo un registratore portatile Zoom H4, che tra molte qualità ha qualche difetto piuttosto fastidioso.
Il peggiore è sicuramente il fatto che quando viene utilizzato a batteria, ossia sempre, visto che è portatile, inserisce un fastidiosissimo ronzio nelle registrazioni, a meno che non venga utilizzata la frequenza di 96KHz…
Se viene alimentato a corrente invece và tutto bene, e infatti fra le “soluzioni” trovate nella vasta comunità di chi utilizza questo registratore c’è quella di dotarsi di un battery-pack esterno con il quale alimentarlo…
Altri hanno scoperto che la sostituzione di un componente elettronico interno risolve definitivamente il problema: non facilissima come soluzione, ma probabilmente è quella che tenterò, prima o poi…

L’altro problema è l’incredibile sensibilità della coppia di microfoni al “rombo” generato dal vento, cosa comune a qualsiasi microfono, ma in questo caso basta una refola per rendere inutilizzabile qualsiasi registrazione.
La soluzione migliore sarebbe costruirsi un DeadCat, una cuffia di pelliccia sintetica a pelo lungo, e con quella rivestire la pallina di gommapiuma in dotazione.
Ma io non riesco a trovare ‘sta maledetta pelliccia sintetica a pelo lungo: o è a pelo corto, o è troppo fitta, o devo prenderne una “pezza” enorme, ma a me servono pochi centimetri quadrati…

Tempo fa ho scoperto che una normale zanzariera, se piegata più volte su se stessa, frena perfettamente il rumore del vento, senza mascherare eccessivamente il suono da registrare.

E così ho messo assieme un orribile, ma funzionante, schermo antivento…

La rete di plastica per creare uno pseudo-zeppelin…

Lo pseudo-zeppelin piegato a forma di Zoom H4, cucito con lo spago…

La zanzariera utilizzata per ricoprire lo pseudo-zeppelin

Lo pseudo-zeppelin “rivestito”….

L’accoppiata in azione ( campionamento del gorgoglìo del caffé…)


Una piccola colonna sonora…

Due giorni, scarsi, a studio.
Un piccolo documentario su un pittore schivo, bravo, con amici importanti…
Una piccola colonna sonora in poche ore…


mail forwarding…

Mi girano una mail fra il Grande Capo e il vice Grande Capo della produzione del mio ultimo lavoro come musicista…

Caro Xxxx , desidero congratularmi con te e con tutti quelli che
hanno partecipato alla realizzazione del documentario .  Per me
e’ un autentico capolavoro per la regia , per il testo , per il
montaggio , per le musiche,per la ricerca attenta e preziosa dei
materiali , per le voci, per le interviste .e’ esattamente il tipo di
documentario che dovremmo sempre fare: nuovo , diverso , che ci fa
conoscere la storia non ancora scoperta, che ci fa riflettere ,
inorridire e commuovere nello stesso tempo . Avanti così alla faccia
di ****** e tutti quelli che non amano pensare perché sono e
resteranno dei mediocri . Trasmetti per favore a tutti queste mie
considerazioni e grazie !!!

Inviato da iPad


Finally mixin’…

…e dopo tanta attesa finalmente il documentario prodotto da Cinecittà-Luce, per il quale ho firmato con Warner-Chappell, è arrivato in sala mix…

Lentissimamente si procede, sono qui, con regista, montatore e fonico, da quasi sette ore, e siamo ancora al primo quarto d’ora di roughtmix…
Fortunatamente mi sono portato dietro il mio MacBookPro, e non solo perché così posso scrivere e navigare mentre il fonico tenta di capire cosa serve fare, ma soprattutto perché ogni tanto servono delle correzioni al volo che, stranamente, qui non sono in grado di fare rapidamente…
Questo documentario ha diverse voci di speaker, tutte ben fatte, ma ad un certo punto ci siamo accorti che la voce principale diceva “…colletiva”, con una sola “t”…

In breve: attacco il Mac alla rete dello studio dove stiamo mixando, raggiungo il file audio dove c’è la frase errata, la carico in LogicPro, trovo la parola, isolo la sillaba e la sposto di poco: fatto!
Adesso, con sotto la musica, lo speaker dice “…colle..tiva”, dove non si sente la consonante mancante, ma lo spostamento ha aggiustato anche l’accento…


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