Archivi del mese: dicembre 2013

Archeologia digitale

Come molti musicisti dell’era pre-computer ho usato negli anni le tecnologie disponibile in quel periodo per cercare di mantenere la qualità sonora di quanto componevo.
Nastro analogico inizialmente; costoso, laborioso da conservare, fragile, ingombrante.
Poi arrivò il DAT, il sistema su microcassette digitale che spazzò via in poco tempo quanto esisteva prima.
Preciso, facile da trasportare, con la possibilità di “marcare” la posizione del brano sul nastro e ritrovarla al volo.
Insuperabile…
Praticamente impossibile da editare, a differenza del nastro analogico, dove con lametta e nastro adesivo ci si poteva sbizzarrire a creare dei patchworks notevoli.

Fino a quando i sistemi audio su computer non l’hanno completamente estinto.
Adesso la stessa qualità audio è in qualsiasi smartphone di fascia medio-bassa, con l’aggiunta di infinite possibilità di editing.

Il problema però, per chi ha ancora un discreto archivio di vecchi lavori, è trovare ancora delle macchine DAT funzionanti per resuscitare quei lavori, trasferendoli su computer.
C’è voluto un po’, ma alla fine ho trovato chi ne aveva ancora uno non del tutto inutilizzabile.

E così, dopo quasi vent’anni, posso chiudere un ciclo, mettendo al sicuro e on-line, alcuni dei miei vecchi lavori…

Immagine

 

 


In vista di…

…ipotetici lavori con il video provo a capire come riuscire ad ottenere risultati abbastanza accettabili con quello che ho, in attesa di avere i soldi per attrezzarmi meglio.
Ho da tempo una piccola Sony, fotograficamente uno scandalo, ma con la sezione video capace di FullHD e con doppio stabilizzatore ottico.
Che vuol dire?
Che le foto sono (quasi…) inguardabili, pesantemente elaborate dal pessimo software interno della macchina, mentre il video ha buone possibilità di reggere il confronto con sistemi ben più costosi, o quasi…

Come tutti i sistemi economici ci sono dei compromessi che vanno considerati, in questo caso l’appena accettabile resa con poca illuminazione: molta grana, rumore digitale, un po’ uno schifo, diciamo…

Ho da parecchio tempo in mente un piccolo documentario che prevede il coinvolgimento di un quartetto di formidabili sassofonisti, il True Voices Sax Quartet. Per mettere assieme un po’ di materiale e sperimentare cerco di seguirli quando sono in zona, portandomi dietro l’attrezzatura video che ho a disposizione.
Purtroppo la Canon 550D che intendevo usare ha “atterrato” la batteria dopo un solo brano, per cui ho dovuto a malincuore (vista la scarsissima illuminazione…) tirar fuori la piccola Sony Hx9v.

L’audio l’ho preso con il super-economico ZoomH1, visto che né la Canon né la Sony (né alcuna altra macchina DSLR, se è per questo…) è in grado di registrare audio decentemente utilizzando il microfono incorporato.

Alla fine il video non è venuto affatto male, se non fosse per l’eccesso di “grana” che è venuta fuori, come prevedibile.
Ho provato allora ad usare un software relativamente economico, Neat Video, che s’installa come un plug-in con praticamente tutti i software esistenti di montaggio video.
È pesantissimo, nel senso che il mio iMac i7 ci mette una montagna di tempo per portare a termine il lavoro, e ho dovuto fargli elaborare il filmato (poco più di 5 minuti) un pezzo per volta, altrimenti s’inchiodava lì e non andava avanti.
Però, dopo tanta fatica e con le ventole del Mac al massimo, c’è riuscito piuttosto bene…

Fotogramma NR

Fotogramma NR

 

Nel fotogramma a sinistra il filmato “pulito” e a destra senza il filtro applicato. Nel cerchio si vede il particolare dello sfondo con decisamente meno grana…


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