Archivi tag: Hacking Ikea

Ordine?

Il blog ha bisogno di qualche sistemata: visto che WordPress non permette di avere gli articoli su pagine differenti, ma permette di avere solo una pagina principale con i post e le altre “fisse”, ecco: piano piano sposterò gli pseudo-tutorials “fai-da-te” in pagine apposite, sotto il menù DIY, e così sarà per tutto quello che potrà essere utile avere a portata di click, senza bisogno di navigare nell’archivio…

Presto un mini-tutorial sul primo Skyline Diffuser, appena finito di assemblare…

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nel frattempo…

…visto che ho preso una splendida Sony Hx9v, capace di far video HD, e che m’avanzava un po’ di tempo, mi sono costruito un mini dolly per filmare…


Hacking Ikea once again…

In attesa che vengano ad installare il climatizzatore continuo a modificare mobili Ikea, qualcuno più, qualcuno meno.
Una libreria Billy ha trovato spazio sdraiata e con gli scaffali montati al contrario.
Un divano Klobo ha soltanto avuto un’imbottitura supplementare nello schienale.
Anche la Billy, fra il fondo e la vetrata dove poggia ha uno strato di cellulosa acustica.
imageil “piede” per la libreria Billy da sdraiare
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La libreria pronta...

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L'imbottitura supplementare al divano Klobo

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a sinistra il Klobo, a destra il vecchio divano, pronto a sparire

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Traps

Comincio finalmente a sistemare le trappole acustiche, faccio le misurazioni, sposto quelle che non sono fissate al soffitto, rifaccio le misurazioni…
Ci sono particolari frequenze che restano difficili da controllare, ma scopro, ascoltando musica, che i miglioramenti ci sono, e notevoli…
La stereofonia è chiara e definita anche spostandosi dalla posizione abituale, davanti e vicino alle casse. Addirittura si sente bene ogni particolare anche dal fondo della sala, dove prima era tutto un suono confuso e riverberato.
Alcuni particolari da mettere a posto e a breve lo studio sarà di nuovo in funzione…
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appesa in attesa...

 

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...di essere fermata in posizione...

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misurazioni dopo il montaggio

 

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Le trappole in attesa…

…che io finisca di sistemare lo studio: sto svuotandolo per ritinteggiarlo, dopo anni di utilizzo piuttosto intenso.

traps-troop-ready-to-go!


DIY Bass trap: fuori una!…

Dopo parecchio lavoro, dovuto soprattutto al tentativo di trovare IL modo migliore e più economico per realizzare queste trappole per bassi, sono arrivato a finire completamente la prima trappola…

Cotone 100% Ikea...

La trappola pronta ad essere rivestita di cotone

Nel tentativo di trovare il sistema migliore per “tenere assieme” tutto il materiale non c’era verso di unire le stoffe, sia da sole ( il tessuto-non-tessuto su se stesso, per ricoprire al meglio la lana di roccia) si fra loro ( il cotone al tessuto-non-tessuto).
Collanti tipo Bostik non sono molto adatti: ci ho fermato ( non benissimo, e con esalazioni non molto gradevoli…) il tessuto-non-tessuto, ma il risultato è piuttosto approssimativo.
Per mettere il cotone ( che deve coprire le facce a vista dei pannelli) ho provato in vari modi, alla fine ho deciso di utilizzare la colla a caldo, che si stende utilizzando una pistola elettrica.
Un consiglio: la mia è costata una decina di euro, ci ho incollato un pannello, si sta squagliando anche lei. Non ne ho trovate di migliori, ma se la trovate: prendete quella…
( ho controllato in giro: anche i modelli da oltre cento euro non valgono nulla: tutti in plastica e con il puntale d’uscita d’acciaio, ma circondato da gomma, come la pistola che ho preso io…)

la pistola per la colla a caldo

il retro della trappola rivestita

finita!

alla fine pesa cinque chili e misura 120x60x12 cm


redrawing the studio…

Dopo parecchie misurazioni e dopo aver deciso che l’unica soluzione possibile fosse costruire nuove trappole per i bassi da distribuire nell’ambiente, ho cominciato a far spazio per i nuovi lavori.

Lo studio sarà inagibile per un po’ di tempo, temo…

lo studio sottosopra, un'altra volta...

In compenso ho cominciato a costruire le nuove trappole: cornice di legno, uno strato di poliestere e due di lana di roccia, tessuto-non-tessuto a far da filtro, cotone Ikea come rifinitura finale.
Ne sto costruendo dodici, e ho quasi finito la prima. Lentissimamente: è il prototipo, serve per capire come farle, mica per altro…

Per tagli precisi, squadretta precisa...

 

...cominciamo ad assemblare i pezzi...

...e finiamo con i rinforzi.

La cornice pronta, i fori per aumentarne l'efficacia.

Prima trappola pronta per essere rivestita. il nastro rinforzato per mantenere il materiale in posizione.

il nastro rinforzato, soluzione economica ed efficace.

 

 


Hacking Ikea once more…

Come molti compro roba Ikea: costa relativamente poco, esteticamente è abbastanza neutra, ma…
Come molti so che il materiale che viene usato è spesso scadente, quando non è proprio la progettazione ad esserlo…
Negli anni ho riempito casa di librerie, tavoli, sedie, letti, mobili da cucina, da bagno, accessori di vario tipo, lampade…
Fra queste ultime ce n’è una diffusissima, la Not, che però è costruita con materiale veramente di infima qualità.

Not ( come si vede dall'immagine del catalogo Ikea, anche a loro non sta dritta...)

In casa ne avrò una mezza dozzina, la maggior parte rotte: la vite con la quale la base sorregge la lampada si spezza, e non è sostituibile…

Dopo averne messe da parte un po’, pronte per la raccolta differenziata, ho notato che potevo sfruttarne alcune caratteristiche:
l’asta è modulare, sono tubi da una quarantina di centimetri, loro sì piuttosto resistenti: con un paio ci ho spostato un pianoforte, usandoli come rulli…
Il problema era trovare il modo di rendere ‘sta lampada qualcosa di utile a studio.
Ho tolto tutto il superfluo ( filo elettrico, portalampada, paraluce, interruttore) e mi sono rimasti il “cono” nel quale era inserito il portalampada e l’asta smontabile.
Ho rinforzato l’attacco fra asta e cono utilizzando della pasta metallica modellabile che viene usata per riparare le carrozzerie delle auto ( si trova in qualsiasi rivendita di ferramenta), inserendoci, prima che indurisse, dei perni metallici.
Appena asciutta ( ci vogliono pochi minuti) ho riempito il resto del cono con del cemento a presa rapida nel quale ho “affondato” una tavoletta di legno, anche lei “irta” di perni, rivolti verso il cemento…
Perché questo?
Il cono riempito di cemento ha acquisito peso, i perni hanno reso il cemento solidale con la pasta modellabile, che a sua volta ( metallo su metallo) è solidale con il cono stesso. La tavoletta di legno, messa a filo con il bordo del cono ( e resa solidale al cemento con i suoi perni) ha reso possibile avvitare una base supplementare di legno, che permette la stabilità del tutto…

Dalla parte opposta dell’asta, sempre utilizzando la pasta metallica modellabile, ho attaccato un adattatore a vite per reggimicrofoni.

Questo il risultato:

la base dell'asta

l'attacco per il reggimicrofono

close up

Abbastanza solida da sostenere un clone del Royer R 121

ready to go!


andando avanti con i lavori a studio…

Il mio piccolo homestudio, visto che ha ricominciato a generare reddito, merita qualche piccolo lavoro di adeguamento.
Assemblato anni fa con lavori piuttosto onerosi trasformando l’inutilizzato garage, dopo i primi aggiustamenti per correggere l’acustica, per vari motivi non ero andato avanti con il trattamento interno…
Non che non notassi le carenze acustiche, ma sia per mancanza di tempo che di voglia d’affrontare l’analisi dei problemi, m’ero adeguato ad utilizzare un paio di cuffie di qualità per i controlli finali dei mix…
Ma alla fine mi sono deciso: troppa fatica lavorare in cuffia, troppo spreco avere un posto pronto al 70%, nel quale passo così tante ore della mia vita…
Ho cominciato spostando la postazione di lavoro, poi ho fatte alcune misurazioni ( piuttosto approssimative, lo ammetto…) e ho deciso che avevo bisogno di eliminare alcune risonanze nelle frequenze medio-basse.
Nel giro di un paio di giorni ho assemblato delle trappole acustiche, le migliori delle quali riciclando un paio di librerie iper-economiche Ikea.
Queste le ho piazzate dietro i monitor Genelec 1030A, leggermente fuori asse, coperte con dei dipinti che da anni sono nel mio studio.
Il miglioramento dell’acustica è evidente: posso lavorare con il volume decisamente più alto senza alcuna fatica, riesco a sentire particolari che prima sparivano in un miscuglio indefinito di risonanze fastidiosissime…
Non ho ancora finito con l’acustica, ma dovevo occuparmi della postazione dove passo le ore…
La Master Keyboard Yamaha s90es è da anni traballante su di un reggi-tastiere regolato talmente basso da essere un rischio per le gambe, il computer poggia su un ripiano tenuto in posizione da un paio di libri, e così via…
In breve: ho costruito un semplicissimo tavolo a due ripiani riciclando un vecchio armadio, di ottimo multistrato da 1,5 cm.
Due scatole di legno, con un foro su uno dei fianchi, e riempite di materiale fono-assorbente come sostegno del primo ripiano ( per la Yamaha) e un paio di reggi-mensola Ikea per il secondo ripiano ( per il MacBook Pro e il resto della roba, oltre che per la carta da musica).

Le trappole acustiche, la piccola ancora da piazzare, la grande da una libreria Ikea

Le “zampe” della nuova postazione di lavoro, con il foro che le trasforma in trappola acustica

La postazione assemblata…


studio rebuilt..

Dopo molte prove d’ascolto ho deciso di risolvere alcuni problemi di risonanze a studio cambiando completamente la disposizione…


Presto metterò delle foto anche delle trappole acustiche che ho costruito appositamente, e che hanno reso molto più piacevole lavorare lì dentro…

Nel frattempo ho fatto alcune prove di registrazione con l’ultimo acquisto: un microfono SE Electronics, il Z3300A.

Con il mio chitarrista abbia registrato usando sia un’acustica Yamaha che una classica Ramirez, e il risultato è molto incoraggiante: questo microfono rende veramente bene…


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