Archivi del mese: maggio 2011

“Cosmopolitism in action: from Matteo Ricci to Rabindranath Tagore via Multatuli”…

Ieri ho accompagnato mio fratello Carlo e un’amica all’aeroporto, volo Emirates per Jakarta, Indonesia.
Con loro un Dvd contenente il montaggio di alcuni giorni di riprese effettuate da Carlo e da un suo amico nel Devon, in Gran Bretagna, a Dartington Hall, al Tagore Festival.
Ne sono tornati con diverse ore di riprese video in HD e in MiniDV, e da subito s’è capito che ci sarebbero stati problemi ad utilizzarle…
Non avevano microfoni esterni, ma solo i panoramici intregrati nelle telecamere, per cui praticamente tutte le riprese sono flagellate da rumori, voci fuori campo, vento, pioggia, passi, stoviglie, tamburi, vento, commenti inutili a pochi centimetri dai microfoni…
In più non avevo mai lavorato utilizzando sorgenti video di formato diverso ( quello HD è in 16:9, il MiniDV, per un errore, in 4:3), ma soprattutto con tempi così stretti.
In quattro giorni scarsi abbiamo visionato tutto il girato, scelto in base agli argomenti trattati (ma anche in base alla reale utilizzabilità: c’erano anche parecchi problemi di messa a fuoco, d’esposizione, di tremolìo nelle riprese…), trascritto tutto nel Mac, montato, corretto gli errori più gravi dell’audio, scannerizzato decine di foto da includere nel documentario, scelto la musica da inserire a commento, fatto la correzione colore…
Alla fine ventidue minuti di reportage sul Tagore Festival, che verranno utilizzati alla conferenza prevista a Jakarta fra qualche giorno…

( pretending to be an editor…)

(directors at work…)


upright piano recording update…

Prova e riprova, sposta i microfoni, cambia modello, aggiungi e togli, alla fine la soluzione trovata è un po’ ingombrante…
Ho spostato il pianoforte verso il centro dello studio, con il retro dello strumento accessibile, sono tornato sulla scelta fatta all’inizio per quanto riguarda i microfoni ( due Oktava MK012 con capsula omnidirezionale) e dopo innumerevoli tentativi credo d’aver individuato la posizione più adatta a rendere il suono, che sento mentre siedo allo strumento, anche nelle registrazioni.

Per evitare di dover ricominciare da capo ogni volta le ho “segnate” sul retro del pianoforte con due pezzi di nastro adesivo…

(per scattare la foto ho spostato i pannelli di cellulosa che utilizzo per isolare i microfoni…)


upright piano recording session…

Per il documentario sul gemellaggio fra Giulianello e Santiago de Compostela, voluto caparbiamente da Raffaele Marchetti, e girato da suo figlio Augusto, sto tentando di includere il mio pianoforte acustico…
Non è un granché, e in più è un verticale, quindi un po’ una rogna da registrare in modo decente.
Dopo tante prove sembra che il sistema più credibile, che rende il suono registrato simile al reale, è questo:
il pianoforte staccato dalla parete e un paio di condensatori a diaframma piccolo omnidirezionali a quaranta centimetri dalla tavola armonica.
A breve smonto tutto, accordo lo strumento, intono i martelletti e cerco di “silenziare” tutti i cigolii, le vibrazioni misteriose e limito al massimo le risonanze…


Going ahead…

Continuo a lavorare sui campionamenti di suoni “da cucina”, con il dolore della scomparsa di Raffaele, l’ideatore del gemellaggio di cui tratta il piccolo documentario, padre del regista.
E mio cognato…


Homeless studio…

Domani mattina, con una 600, parto e vado una settimana in Salento, a testare se l’idea che ci gira in testa da qualche tempo, a me e a mia moglie, ha qualche possibiltà di diventare qualcosa di più che un’idea…
Soffro il freddo, soffriamo il freddo, ma sempre: oggi, 1 maggio, ho ancora il maglione addosso…
Soffro il buio, ho bisogno di luce solare, abbiamo bisogno di luce non artificiale.

Sono una lucertola, vivo se ho il sole addosso, mi blocco al minimo calo di temperatura.

Andiamo, abbiamo qualche indirizzo da visitare, ma soprattutto cerchiamo di annusare l’aria, vediamo se la Puglia mantiene quello che sembra averci promesso ogni volta che siamo stati lì…

E mi porto dietro ‘sto MBPro, una tastiera muta, un paio di cuffie e il film da musicare.
Al ritorno porterò il film finito e forse qualche idea sul mio futuro, sul nostro futuro…


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