Archivi del mese: marzo 2011

andando avanti con i lavori a studio…

Il mio piccolo homestudio, visto che ha ricominciato a generare reddito, merita qualche piccolo lavoro di adeguamento.
Assemblato anni fa con lavori piuttosto onerosi trasformando l’inutilizzato garage, dopo i primi aggiustamenti per correggere l’acustica, per vari motivi non ero andato avanti con il trattamento interno…
Non che non notassi le carenze acustiche, ma sia per mancanza di tempo che di voglia d’affrontare l’analisi dei problemi, m’ero adeguato ad utilizzare un paio di cuffie di qualità per i controlli finali dei mix…
Ma alla fine mi sono deciso: troppa fatica lavorare in cuffia, troppo spreco avere un posto pronto al 70%, nel quale passo così tante ore della mia vita…
Ho cominciato spostando la postazione di lavoro, poi ho fatte alcune misurazioni ( piuttosto approssimative, lo ammetto…) e ho deciso che avevo bisogno di eliminare alcune risonanze nelle frequenze medio-basse.
Nel giro di un paio di giorni ho assemblato delle trappole acustiche, le migliori delle quali riciclando un paio di librerie iper-economiche Ikea.
Queste le ho piazzate dietro i monitor Genelec 1030A, leggermente fuori asse, coperte con dei dipinti che da anni sono nel mio studio.
Il miglioramento dell’acustica è evidente: posso lavorare con il volume decisamente più alto senza alcuna fatica, riesco a sentire particolari che prima sparivano in un miscuglio indefinito di risonanze fastidiosissime…
Non ho ancora finito con l’acustica, ma dovevo occuparmi della postazione dove passo le ore…
La Master Keyboard Yamaha s90es è da anni traballante su di un reggi-tastiere regolato talmente basso da essere un rischio per le gambe, il computer poggia su un ripiano tenuto in posizione da un paio di libri, e così via…
In breve: ho costruito un semplicissimo tavolo a due ripiani riciclando un vecchio armadio, di ottimo multistrato da 1,5 cm.
Due scatole di legno, con un foro su uno dei fianchi, e riempite di materiale fono-assorbente come sostegno del primo ripiano ( per la Yamaha) e un paio di reggi-mensola Ikea per il secondo ripiano ( per il MacBook Pro e il resto della roba, oltre che per la carta da musica).

Le trappole acustiche, la piccola ancora da piazzare, la grande da una libreria Ikea

Le “zampe” della nuova postazione di lavoro, con il foro che le trasforma in trappola acustica

La postazione assemblata…

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…da Bruxelles ( per una piccola colonna sonora…)

Squillo. Il numero è estero. Bruxelles…
Mio fratello, un altro, regista del documentario dedicato al pittore di cui ho fatto in due giorni la musica.
“Grande! Tutti contentissimi, anche della musica, dico! Hanno detto “mai banale” e anche “sembra seguire le emozioni dei dipinti e delle altre opere”, “anche il pittore, Ettore, s’è commosso, meglio di una mostra, ha detto”, e ancora “alcuni si chiedevano se eri davvero italiano, dalle scelte fatte sembrava di no, secondo loro”

M’aveva detto, mio fratello, prima di partire per Bruxelles, che la musica era “giusta, perfetta, anche troppo…”, con aria preoccupata.

Domani torno a lavorare come pittore edile, ho da pagare i microfoni che ho appena comprato, per poter continuare a fare la musica giusta…


Una piccola colonna sonora…

Due giorni, scarsi, a studio.
Un piccolo documentario su un pittore schivo, bravo, con amici importanti…
Una piccola colonna sonora in poche ore…


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