Pretending…

Appena consegnato sei brani registrati qui a studio.
Molto semplici, qualche chitarra, basso, voci, qualche tastiera e soprattutto una batteria acustica un po’ impegnativa da registrare, con la mia attrezzatura…
Una Ludwig Silver Sparkle con cassa da 26 pollici, quella di Bonham, per intenderci, non è facilissima da rendere bene.
Come dicono tutti i fonici a proposito di questa “bestia”: per avere il suono di Bonham devi intanto suonare come lui, e non sempre è così. Anche perché i brani che ho registrato tutto sembrano meno che i Led Zeppelin…
Per questo ho chiarito da subito: inutile stare a cercare di far finta di esser questo o quello, di ottenere il suono di quel disco o di quel musicista: cerchiamo di rendere al meglio i brani per quello che sono…

Non è mai un discorso facile da fare, o meglio: non è facile farsi capire.

Che significa: rendere al meglio i brani? Non basta registrare meglio possibile? Magari con il suono di Bonham? E le chitarre a palla, eh?..

I brani vanno da un tango sghembo di sette battute ripetute fino al solo finale, dove arriva l’ottava battuta a concludere il giro, a canzoni simil-Silvestri, con in mezzo altri brani senza uno stile facilmente definibile.

Il che ha aiutato, però…

Ad ogni brano cercavo di capire cosa volesse ottenere lui, l’autore (ed esecutore di tutto quanto, tranne le parti di tastiera…). Perché avesse deciso di fare determinate scelte stilistiche, perché quella struttura, quel tipo di cantato spesso stentoreo, ma anche “giusto” per i brani realizzati…

Alla fine son venuti fuori sei pezzi sicuramente “originali”, probabilmente difficili da “piazzare”, ma sicuramente con un loro carattere…

Un po’ come la gigantesca batteria che è stata settimane a studio qui da me…

Ludwig


Craft is dead?

Ho appena visto (mea culpa: è uscito molto tempo fa…) un bel documentario scaricabile gratuitamente in alta definizione: PressPausePlay.

Parla, con molte interviste, mai noiose, e bellissime immagini, dell’impatto che hanno avuto le “nuove” tecnologie sul “fare” arte in generale, e musica in particolare.
Tra i molti intervistati c’è Moby: produttore, musicista, dj e quant’altro gli viene in mente di essere.
L’affermazione “craft is dead“, che si potrebbe tradurre con “l’abilità, la conoscenza tecnica, è morta” è sua. La usa spiegando che “un tempo per fare fotografia bisognava conoscere a fondo tutta la procedura, dallo scatto iniziale allo sviluppo e la stampa della foto stessa. Adesso non è più così: basta possedere la tecnologia adatta…”.

Questo è più o meno quello che afferma, e detto da lui è comprensibile. Ma falso.

Tutto il documentario, a partire da Moby stesso, non fa che sottolineare il rischio che l’ampia disponibilità di “mezzi” tenda a produrre mediocrità in quantità asfissianti. La “maestrìa”, la padronanza del mezzo si ottiene con lo studio, con la costante applicazione sullo “strumento”, che inevitabilmente porta a conoscerne ogni minimo particolare e caratteristica. E quindi a sfruttarne al meglio le qualità come anche le debolezze.
Avere una telecamera digitale o uno studio di registrazione completo all’interno di un computer non porterà automaticamente ad ottenere filmati o musiche degni di essere visionati e ascoltati.
Di più: l’enorme capacità di accumulare a basso costo miriadi di versioni diverse dello stesso prodotto (film o musica non cambia) inibisce, a chi non ha abbastanza “abilità”, la capacità di ponderare una scelta. O peggio: la scelta rischia di essere influenzata dal mezzo: è meglio il brano che suona più forte, o il filmato che ha la gradazione di colore più in linea con quanto dice il manuale accluso al programma…

Come viene detto anche nel film da Amy Phillips: c’è chi ha talento e chi non ha talento.
Aggiungo io: in parte il talento può essere “surrogato” con l’abilità, ma solo in parte…
Certo, se però non c’è talento e manca del tutto “l’abilità” ecco spiegato come mai siamo invasi da quantità abnormi di spazzatura mediatica…
E come ribadisce Moby: se il mondo viene invaso dalla mediocrità, la gente si abitua alla mediocrità.
Fino alle opinioni controverse di Andrew Keen, probabilmente ferito dal fatto inevitabile che, da questo marasma di idee possano emergere talenti inespressi capaci di mettere al tappeto esperti come lui…

Io, che non mi considero un esperto, sto iniziando una nuova avventura come “dilettante” filmmaker e l’argomento, guarda caso, sarà proprio la maestrìa, la conoscenza del mezzo, lo studio e la passione che può portare una persona fino al livello di Maestro, nel proprio campo.
E ci saranno musicisti, artigiani costruttori di strumenti di qualità, loro e la concorrenza del “mercato” inteso nel senso più deleterio del termine…


Trafficarte 3.0?

Negli ultimi mesi,o meglio: negli ultimi due anni molte cose nel mio ambiente di lavoro sono come vaporizzate…
La crisi economica, certo, è il motivo più facile da identificare, ma non credo sia l’unico.
Una notevole difficoltà a stare al passo con ciò che succede attorno mi sembra il vero motivo di questo inesorabile sprofondamento nell’oblio.
questo vale per tutto: musica, cinema, ma forse è un motivo valido anche per l’Italia in generale.

C’è chi pensa sia meglio andarsene da qui, cercare altri sbocchi altrove.
Avessi vent’anni di meno e meno obblighi probabilmente sarebbe la prima scelta che farei, ma adesso e qui no, non avrebbe senso.

Più senso ha invece provare un cambio di passo. Costruirsi un percorso parallelo di lavoro, in un certo senso…

Lavoro da parecchio con l’immagine, come musicista.

Adesso voglio cominciare a lavorare direttamente sull’immagine.

Se non si producono abbastanza film per i quali scrivere una colonna sonora, ecco: mi produco io qualcosa…

La tecnologia video adatta per un prodotto di qualità professionale ha raggiunto prezzi abbordabili, alcune delle attrezzature già ce le ho, altre le sto acquistando con cautela da novizio.

A giorni comincerò a girare le prime immagini per un piccolo documentario. Che parlerà di musica, di musicisti, di artigiani costruttori di strumenti…


Eowave Eobody2

A malincuore mi vendo il sistema della Eowave, usato principalmente per controllare, tramite dei sensori (di prossimità, di luce, di distanza, di pressione, ecc.) il computer.
Perfetto per chi voglia creare delle installazioni interattive o performer che vogliano interagire con luci e suoni tramite un computer.

Eobody2 sensorbox

Eobody2 sensorbox

I vari sensori che fanno parte del “pacchetto” in vendita…

Eowave detenction sensor Eowave Distance sensor 60:150 Eowave Joystick Eowave Light sensor Eowave Movement sensor Eowave Pressure sensor 46mm


Lentamente…

…sembra che i vari progetti arrivino ad una conclusione.
Il film LoonLake è praticamente finito, e a giorni comincerà il suo viaggio alla ricerca d’accoglienza da parte dei festival.
l’aspirante cantante senegalese ha due brani finiti, un terzo quasi concluso e altri quattro o cinque in gestazione.
Speravo potesse essere un lavoro più creativo e divertente, ma fra tempi di lavorazione diluiti oltre ogni limite e l’incostanza “stilistica” del cantante stesso, mi sono ritrovato a dover lavorare a rovescio: lui ha cantato senza alcuna guida, neanche metronomica e poi, con pazienza e lavoro certosino, ho costruito il brano attorno quella traccia vocale, peraltro pesnatemente editata per dargli un senso ritmico purchessìa…

Alla fine, soprattutto l’ultimo brano, è venuto meglio di quanto non immaginassi.
E con l’aggiunta di una voce femminile si può dire completato…

Finalmente…


August studio session…

Tre giorni con tre giovani musicisti, abbastanza giovani da essere ancora curiosi di sperimentare, abbastanza musicisti da rendere il lavoro comunque piacevole.

Alla fine tre brani ( più un quarto semplice semplice) finiti.

E belli, devo dire…

Immagine


Loon Lake recording session

La colonna sonora di Loon Lake è in lavorazione, alcuni brani già pronti, altri da rifinire, altri ancora da rivedere con attenzione.

Ad avere più tempo ce ne sarebbero di cose da provare, da sperimentare, ma fra meno di una settimana c’è il mix del film…

Intanto registro le parti di piano acustico. E nonostante i microfoni siano degli economici Oktava, il suono non è male…

tra i pannelli si intravede il film…


Scoring Loon Lake…

All’iMac con carta pentagrammata e matita…


Loon Lake in post-produzione…

Dopo tanta fatica finalmente s’intravede una fine per questo lavoro.

La settimana scorsa s’è fatta una proiezione del primo montato del film per gli addetti ai lavori, soprattutto per chi si sarebbe dovuto occupare della post-produzione: VisualFX, correzione colore, colonna internazionale, doppiaggio, titoli, musica…

Miracolosamente tutti i personaggi coinvolti si sono lasciati convincere e si imbarcheranno nel tratto finale del film, nato a costo zero e ancora boccheggiante per le scarse finanze.

Oggi ho rivisto con la regista le correzioni da fare al montaggio, poche inquadrature da aggiungere qui e là, nemmeno tre minuti di roba, ma che aiutano a mantenere la tensione fino all’ultimo. Domani si và a fare queste correzioni su una postazione Avid, entro la fine del mese bisognerebbe chiudere tutto…

Bisognerebbe: ho scritto ben poca roba, per la musica, dovendo star dietro a tutto il resto…


Il segreto di Mussolini in DVD

Da un paio di giorni ho finalmente la mia copia del Dvd del documentario “il Segreto di Mussolini” del quale ho scritto le musiche.

E’ il documentario dal quale Marco Bellocchio ha preso lo spunto ( e non solo lo spunto…) per realizzare il suo “Vincere“, film pluripremiato.
L’edizione in Dvd del documentario era stata promessa anni fa dalla Rai, poi vagheggiata dalla produzione del film di Bellocchio, alla fine è stata realizzata da De Agostini, ma con tempi di produzione e soprattutto di distribuzione al limite del ridicolo

Per dire: per avere questa copia c’è voluto quasi un anno, fra telefonate a numeri a pagamento e richieste via mail…

il segreto di Mussolini in DVD


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